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Gomitolo n. 1. Scrivo riflessa. Caro Blog un anno dopo

20 febbraio 2010

Eccomi  davanti ad un “foglio” bianco in uno di quei momenti in cui il buio e il silenzio acuiscono i sensi. L’odore della pioggia questa notte è pungente e il vento fa stridere le persiane. Solo la luce di questo monitor a farmi compagnia e il mio respiro e il mio cuore che batte scandendo i minuti lentissimi che mi separano da un tanto desiderato sonno ristoratore.

Ma quando il corpo reclama il riposo, i pensieri si mettono in movimento e sembra che facciano una gara per assordare il mio silenzio, per violare la mia volontà di solitudine con i loro sussurri e la vigliacca presunzione di voler ferire e riuscirci in questi attimi di vulnerabilità. E allora, senza chiedermi il perché di questo scrivere, seguo l’istinto e aspetto che mi conduca da qualche parte.

Ho iniziato un anno fa a scrivere sul mio blog per lo stesso motivo per cui da anni scrivo su agende e diari: annotare pensieri, impressioni e riflessioni su quello che mi accade, sulle persone che incontro, sulle  mie letture, sulle emozioni che l’arte mi suscita.

Appunti di vita insomma. Ma, mentre i miei diari soffocano sotto le parole, sopraffatti da tutta me stessa, il mio blog mi riflette di sbieco, perché è difficile, stramaledettamente difficile, svelarsi completamente ad un lettore, abbattere quel confine sottile, eppure tangibile, tra privato e pubblico. Almeno per me lo è. Ho cominciato un lento percorso che mi sta conducendo, passo dopo passo, a spogliarmi con sempre meno pudore. L’amore per la scrittura mi guiderà fino alla nudità completa.

Scrivere risponde all’esigenza quasi mistica di essere in contatto con il mondo” ho scritto da qualche parte nel mio blog. E per me è davvero così insieme alla mia personale e intima necessità: voglio veder scorrere i miei pensieri su un “foglio” per rendermi conto che siano davvero così come lampeggiano nella mia testa, giudicarli in maniera distaccata, facendo finta che non mi appartengano, e, infine, riconoscerli e  riappropriarmene con mutata consapevolezza.

Mi piace riaprire a caso vecchi diari, magari di qualche anno fa, e ritrovarvi una me stessa uguale e diversa e avvolgermi così del profumo del passato, del mio passato, un attimo fa o un secolo fa, non importa.

Forse ti chiederai perché scriva queste cose. Perché desidero semplicemente che tu mi conosca e mi ascolti nel silenzio della mia scrittura, perché è nel silenzio che puoi ascoltare meglio la mia voce, perché è nel silenzio che concedo a me stessa le mie verità. Una pagina bianca  per me è questo, un vuoto che deve essere colmato, un silenzio che deve essere ascoltato.

Caro blog, al prossimo anno.


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11 commenti leave one →
  1. isabella cesareo permalink
    20 febbraio 2010 20:16

    E’ bello scrivere, ma soprattutto saper scrivere…come te! Per altri, come me è meglio leggere! 🙂

  2. Jessica Carrieri permalink
    20 febbraio 2010 20:28

    Isabella, ti ringrazio per le tue parole, mi fai felice. Molto spesso leggo le tue frasi e le tue affermazioni e ti assicuro che suscitano in me sempre stimolanti riflessioni. Grazie a te A. 😉

  3. 20 febbraio 2010 21:29

    Mi piace molto ascoltare il silenzio.

  4. Jessica Carrieri permalink
    20 febbraio 2010 21:33

    Ascoltiamoci nel silenzio allora amico mio 🙂

  5. cris permalink
    21 febbraio 2010 04:57

    non vedo l’ora di vederti. -La tua caotica amica.

  6. Jessica Carrieri permalink
    21 febbraio 2010 09:27

    Ti voglio caoticamente bene 😛

  7. 21 febbraio 2010 12:11

    Il silenzio è la musica che preferisco! Anche se proprio questa notte anche il mio silenzio era assordatp dai pensieri..

  8. Jessica Carrieri permalink
    21 febbraio 2010 16:13

    A volte ci sovrastano e sorprendono nostro malgrado già..
    Baci Elena 🙂

  9. 22 febbraio 2010 19:36

    Quindi adesso dobbiamo attendere un altro anno prima di poter rileggere qualcosa?

  10. 22 febbraio 2010 19:53

    Condivido ogni tua riflessione sul piacere di scrivere, sullo svelarsi, sul mostrarsi, sul silenzio, ma quel riflesso di sbieco è un bagliore di luce così vivo e nitido che mi ha ferito gli occhi a leggerlo per quanto l’ho sentito brillare dentro.
    Grazie Jessica…

  11. Jessica Carrieri permalink
    23 febbraio 2010 10:26

    Elle ti ringrazio tanto. E’ corroborante ascoltare la tua voce che in alcune notti al chiaro di luna si sovrappone alla mia per cantare insieme nel silenzio. Ti abbraccio.

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